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Chi vuol saperne di più sulla vita e sulla psicologia dei “senza fissa dimora” può leggere un libro straordinario intitolato:
Un uomo che chiamano clochard
(Edizioni Lavoro/ Esperienze/Macondo Libri 1998)
Il libro è stato scritto da Michel e Colette che hanno voluto condividere la condizione di miseria dei senzacasa e hanno scelto di vivere come loro sulla strada per non lasciarli soli, per condividere le loro sofferenze e qualche volta le loro gioie.Questo libro può cambiare la vita di chi lo legge.
Così l'editore presenta il libro.
Stendere la mano a chi passa, cercare il cibo nei bidoni della spazzatura, dormire sui marciapiedi e nei corridoi della metropolitana..., questa è la sorte tragica dei senzacasa nella nostra società opulenta. Colette e Michel, che di questa società facevano parte, si sono uniti ai più poveri, non per aiutarli, come si fa dì solito, ma per tracciare assieme a loro un cammino nuovo.Da molti anni, rispondendo al richiamo evangelico con una scelta di sapore francescano, condividono giorno e notte la vita dei clochards.
A mani nude, nella miseria più assoluta, non fanno altro che lasciarsi accogliere dai più poveri in una presenza amichevole e fraterna. È il mondo alla rovescia. Sono loro gli autori di questo libro, nel quale raccontano l'esistenza drammatica e le aspirazioni più profonde dei loro compagni. Uno sconvolgente libro-